lunedì 10 gennaio 2011

Top 10 - 2010

(in ordine alfabetico)

‎- Avenged Sevenfold “Nightmare”
- Bring Me The Horizon “There is a hell, believe me I’ve seen it. There is a heaven, let’s keep it a secret”
- Dead Weathers “Sea of cowards”
- Deftones “Diamond eyes”
- Gaslight Anthem “American slang”
- How To Destroy Angel “How To Destroy Angel”
- Kings Of Leon “Come around sundown”
- Linkin Park “A thousand suns”
- N.E.R.D. “Nothing”
- Weezer “Hurley”

mercoledì 28 luglio 2010

Moka


È la nostra società forse a volerlo. Andare sempre di fretta, una continua corsa contro il tempo mentre questo andrebbe solo trovato per assaporare i piaceri della vita. Questa frenesia moderna ci sta privando di tante piccole, belle abitudini, alcune legate alla tradizione italiana e all’immagine che negli anni abbiamo veicolato nel mondo. Una di queste è sicuramente il caffè. Lo facciamo meglio degli altri e ci piace berlo. Il caffè è un’arte, come la sua preparazione è un rito con le sue regole ferree. In poche parole bisogna saperlo fare sto benedetto caffè! Per questo motivo sono in tanti ad aver rottamato la cara vecchia moka sostituendola con una più pratica e sicuramente meno impegnativa “macchina a cialde”. Tutto facile, nessuna menata e tanto tempo risparmiato. E ci può stare. Il caffè rimane comunque buono. Ma non venite però a dirmi che “il caffè della moka mi fa schifo”, “non riesco più a berlo” o peggio “perde tutto il suo aroma”. No, il vostro problema è un altro: non lo sapete preparare. Non sapete usare la moka e basta. La mitica caffettiera dalla forma “a clessidra” impone delle regole (un po’ come i diesel), necessita di attenzioni (e manutenzioni: cambio del filtro, della guarnizione...). Per prima cosa va riempita di acqua fredda fino al livello della valvola di sicurezza, mentre il caffè macinato va messo fino al colmo e non pressato. Anche l’avvitamento delle due parti va fatto bene. Scaldate a fuoco basso e, prima che il caffè sia completamente uscito, togliete la caffettiera dal fuoco. Altra regola fondamentale: la moka va lavata solo con l’acqua.

NB: Il business delle caffettiere negli ultimi due anni è calato del 26%.
La Bialetti ha chiuso lo stabilimento di Omegna (VB).

lunedì 26 luglio 2010

Käfer




È nato nel 1938 ed è stato prodotto in ben 21.529.464 esemplari, rispettando così il concetto iniziale di "auto del popolo”. Ideato dal geniale Ferdinand Porsche (un nome, una garanzia) su richiesta di Adolf Hitler (ouch!!!), la sua produzione, per via del secondo conflitto mondiale, inizierà solo nel 1948. Il suo nome cambiava spesso di paese in paese, rimanendo quasi sempre legato al mondo animale (da coccinella a scarabeo fino a maggiolino). È stato protagonista di film, fenomeno generazionale e culturale fino a diventare un vero e proprio oggetto di culto. La produzione di questo piccolo mito a quattro ruote termina nel 2003, dopo un’onorata carriera durata ben 65 anni. Poco potente, per niente veloce, poco parco nei consumi e nemmeno troppo spazioso e comoda, ha saputo conquistare il cuore di molti appassionati di auto. Uno su tutti? Paul Newman, testimonial nelle pubblicità americane del modello e possessore di vari esemplari. Per ovviare alla scarsa potenza del motore, l’attore modificò il suo cabrio del ‘63 installando un motore Ford 351 (8 cilindri e circa 300 CV) che andava ad occupare il posto del divanetto posteriore, il cambio a 5 marce della GT40 e ammortizzatori sportivi. Una bomba!!!

Perché parlo del maggiolino? Un giorno ne avrò uno.

I peggiori (1)

Nella lista dei peggiori individui che si incontrano in giro, ai concerti o alle feste, troviamo sicuramente quelli che vogliono essere trendy a tutti i costi, che hanno l’aria un po’ decadente e spesso (finto) intellettuale. Che vanno solo a vedere un certo tipo di concerti, di solito il gruppo indie di cui tutti parlano (meglio se italiano) e di cui non si può fare a meno (e spesso di cui nessuno si ricorderà 24 mesi dopo, ma questo è un altro discorso). E magari l’ascoltano pure distrattamente, l’importante è essere lì, in quel preciso istante, e avere anche i brani nel computer. Comprare l’album non se ne parla, perché “non compro dischi da una vita”, “i CD sono una cosa vecchia” oppure “costano troppo” (con buona pace della band in questione che li vende a 10 €...). Ma queste persone infastidiscono davvero e soprattutto quando si permettono di giudicare gli altri, magari quelli che hanno le palle per dire che “questo gruppo fa cagare!!!”, oppure ti guardano pensando “guarda che sfigato, si permette di dire la sua”. Urtano poi definitivamente quando si esprimono con frasi fatte, recuperate da altri discorsi elaborati da altri “amici inutili del loro giro inutile”, indipendentemente dall’argomento di discussione. Ma la cosa importante è essere lì, con quella gente lì. Sentirsi parte di una cerchia di personaggi che alla fine risultano profondamente noiosi e tristi. Contenti loro.

domenica 25 luglio 2010

Altri posti, altre storie...

Philippe Manoeuvre, caporedattore di Rock&Folk, storica rivista francese nata nel 1966, è stato nominato “Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres”. Il prestigioso titolo, istituito nel 1957 e gestito dal ministero della Cultura, è destinato alle persone che si sono distinte per le loro creazioni in campo artistico o letterario e per il contributo che essi hanno apportato alla diffusione delle arti e delle lettere in Francia e nel mondo. A consegnare l’onorificenza al cinquantaseienne giornalista è stato, pensato un po’, un certo Iggy Pop. Manoeuvre aveva lo stesso giorno premiato con un disco d’oro gli Stooges e il loro “Raw power” uscito nel 1973. “È stato il primo album che ho recensito...” ha ricordato il simpatico giornalista.

Pensate a una cosa del genere anche in Italia... O forse è meglio non pensarci.

Cavolo, ho sempre letto Rock&Folk e la mia prima intervista è stata proprio con Iggy Pop. Forse ho sbagliato paese...

http://www.purepeople.com/article/philippe-manoeuvre-quand-iggy-pop-son-idole-lui-rend-hommage_a59565/1

venerdì 23 luglio 2010

Welcome home

Hola People!!!
Finalmente ho creato il mio blog! Eravate in tanti a dirmi di farlo e alla fine ho ceduto. Non so cosa o come sarà, ecco la prima delle certezze che ho in merito. Ci vuole una certa disciplina per stare dietro a una creatura del genere. Sarò abbastanza disciplinato e lucido per curarlo come si deve? Boh... Molti di voi si aspettano da me commenti su dischi... ci saranno sicuramente. Impressioni su concerti... ovvio. Ma allo stesso tempo cercherò di parlare di tante altre cose: libri, cinema, fumetti, magari pure di automobili, di calcio (vera e pura filosofia. A proposito, è uscito un nuovo libro di Nick Hornby) o di politica, cronaca e fatti quotidiani. Potrei parlare anche di cucina, visto il nome stesso del blog... Qualcuno si aspetta anche delle polemiche, magari sulla discografia o l'editoria. Non amo farle anche se so essere molto critico. Lo sapete bene, no?!
Insomma, il blog adesso c'è... mi tocca quindi scrivere. Piano piano si fa tutto... Rome wasn't built in a day... (e nemmeno la Magica).

Keep on rockin' (and cookin').